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| Poiché "la Parola si è fatta
carne" (Gv 1,14), l'uomo ha potuto riacquistare l'immagine (icona) di Dio che il
peccato aveva deturpato; in Cristo l'uomo può diventare rivelazione del volto di Dio,
essere trasfigurato dalla bellezza luminosa grazie allo Spirito che abita in lui. I credenti ortodossi, nel venerare i santi, hanno sempre contemplato in essi questo Volto che continua a farsi presente nella storia, nella Chiesa, in ogni situazione di vita. Ed è per questo che il Santo diventa testimone, modello nel quale ogni fedele vede rispecchiato un cammino concreto di sequela al Cristo crocifisso e risorto. La presenza del santo nella liturgia, mediata dalla sua immagine, è un richiamo continuo a quella realtà trasfigurata che è meta di ogni battezzato: l'essere in Cristo creature nuove. Ma è soprattutto nella Madre di Dio che il fedele ortodosso vede realizzata in pienezza l'icona della santità: profondamente unita al mistero di Cristo, la Tuttasanta è il tipo perfetto del credente, l'icona della Chiesa, la testimone della misericordia e della gratuità di Dio. Per questo è impensabile, per un fedele ortodosso, esprimere la propria fede in Cristo senza passare attraverso la testimonianza della sua Madre. Nella tradizione russa, in particolare, si potrebbe dire che la presenza materna della Madre di Dio espressa nelle sue icone ha formato la trama sulla quale, lungo i secoli, si è intessuta la coscienza nazionale e cristiana di un popolo. Si pensi alle icone della Madre di Dio di Vladimir, di Kazan, di Smolensk che quasi scandiscono la storia russa nella sua faticosa ricerca di unità e nella sua difesa dei valori cristiani. Ma lo sguardo di Maria non ha mai abbandonato i credenti russi nella loro lotta quotidiana: le icone della Madre di Dio "Ricerca dei perduti", "Gioia inaspettata", "Garante di peccatori", "Consola la mia pena", hanno plasmato la storia di tanti cristiani, storia silenziosa e segreta, fatta di sofferenza, angoscia, disperazione, peccato, gioia. Negli anni 20, mentre in Unione Sovietica imperversavano le persecuzioni contro i cristiani, un anonimo credente russo esprimeva in questi termini le sue risonanze interiori di fronte allicona della Madre di Dio di Vladimir, strappata allo spazio sacro dei tempio e collocata in un museo:
(Acatisto alla purissima icona della Madre di Dio di Vladimir) |
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