"Cristo è immagine (eikon) del Dio invisibile,
generato prima di ogni creatura…
Piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza
e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose…"
(1Col. 15, 20)
Cristo è la manifestazione del Dio trascendente; nelle sue fattezze umane si rivela la bellezza indicibile del volto stesso di Dio, dando all'uomo la possibilità di incontrare lo sguardo di ‘Colui che è’. Alla domanda rivoltagli dall'apostolo Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta", Gesù aveva risposto: "Chi ha visto me ha visto il Padre" (cfr. Gv. 14. 8-11).
Nell'icona del Cristo è dunque rivelato a noi il volto dei volti, lo spazio contemplativo attraverso il quale noi possiamo accedere, con lo sguardo della fede, alla gloria stessa di Dio. Ma in quanto volto di colui che ha assunto la nostra stessa natura, nell’icona di Cristo noi contempliamo anche il volto autentico dell'uomo creato "ad immagine e somiglianza di Dio".
"Nei tempi passati - afferma san Giovanni Damasceno - Dio, senza corpo o forma, non poteva in alcun modo essere rappresentato. Ma oggi, poiché Iddio è apparso nella carne e ha vissuto tra gli uomini, posso rappresentare quello che di Dio è visibile. Non venero la materia, ma venero il creatore della materia, che assume la vita nella carne e che, attraverso la materia, operò la mia salvezza.".
Ed è appunto nel mistero della Incarnazione, della "Parola fatta carne", che deve essere ricercato il fondamento teologico dell'icona.
Nell'icona del Cristo é dunque rivelato a noi il volto dei volti, lo spazio contemplativo attraverso il quale noi possiamo accedere, con lo sguardo della fede, alla gloria stessa di Dio. Ma in quanto volto di colui che ha assunto la nostra stessa natura, nell’icona di Cristo noi contempliamo anche il volto autentico dell'uomo creato "ad immagine e somiglianza di Dio".

 

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Aggiornato il 10 dicembre 2000
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