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Abbazia: Commento al vangelo della III domenica di Quaresima
Bibbia

7 marzo - III domenica di Quaresima
Omelia del Padre Abate, d. Luigi Gioia

''No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo''
(13,3)


Scarica il testo della MEDITAZIONE proposta dal padre abate


Nello spazio di poche linee, il Signore fa risuonare un duplice invito alla conversione: se non vi convertite, perirete (Lc 13,3.5). Due cose colpiscono in questo monito: prima di tutto la conversione è presentata come una questione di vita o di morte; poi, tale invito alla conversione è rivolta proprio a noi che siamo riuniti per participare alla liturgia eucaristica domenicale, che siamo quindi dei buoni cristiani, dei ‘praticanti’. Siamo stati battezzati, ci nutriamo della Parola di Cristo, del suo Corpo e del suo Sangue.

L’apostolo Paolo rincara la dose. Non voglio che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nube, tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nube e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. Ma la maggior parte di loro non fu gradita a Dio e perciò furono sterminati nel deserto. Ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono. (1Cor 10, 1-6). Ci è confermata la stessa verità del Vangelo: si può essere stati battezzati, essere nutriti dal cibo del cielo, figura della Eucaristia, bere dell’acqua della roccia, figura della bevanda di salvezza, il Sangue di Cristo, eppure non essere graditi a Dio e morire. Non che i sacramenti non siano efficaci, non che la pratica religiosa non sia fondamentale, ma è un dato di fatto che si può essere cristiani praticanti in un modo minimalista, distratto, abitudinario tale da restare separati dal Signore.

I cristiani soprattutto hanno dunque bisogno di conversione. Quando nel Vangelo di Marco Gesù inaugura la sua predicazione proclamando «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo», vediamo tale invito concretizzarsi visualmente, fisicamente nella scena che segue subito dopo: Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini. E subito lasciate le reti lo seguirono (Mc 1,14-18). Convertirsi vuol dire mettersi dietro a Gesù, seguirlo, entrando in una comunione di vita con lui, non separandosi mai da lui. La conversione non è solo l’atto iniziale con il quale cominciamo a credere, ma è tutta la vita di fede che questo atto iniziale inaugura. Ogni giorno abbiamo bisogno di riprendere il movimento di conversione e di perseverare in esso: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori! (Sal 95,7; cf. Eb 4,7). Mai deve abbandonarci il pensiero del Signore, dobbiamo affidarci a lui per tutto, ringraziarlo per tutto, in tutto cercare attivamente la sua volontà. Convertirsi è aderire al Signore, non allontanarsi mai da lui, perchè senza di lui non possiamo vivere: Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te nulla bramo sulla terra. Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre. Ecco, perirà chi da te si allontana, tu distruggi chiunque ti è infedele. Il mio bene è stare vicino a Dio: nel Signore Dio ho posto il mio rifugio, per narrare tutte le tue opere presso le porte della città di Sion. (Sal 73,25-28)

Ecco, perirà chi da te si allontana. Ritroviamo lo stesso messaggio del Vangelo, non una minaccia, ma una constatazione: Se non vi convertite, perirete. La natura ci offre la migliore immagine per illustrare il legame tra conversione e vita. Il girasole costantemente segue il corso del sole, si ‘converte’ verso la sorgente della luce e del calore che gli danno vita. Esattamente nello stesso modo, abbiamo anche noi bisogno di seguire il Signore, di tenerci rivolti verso di lui, perchè è lui il nostro sole, da lui riceviamo la luce e la vita: Il Signore è mia luce e mia salvezza (Sal 27,1). Beato il popolo che cammina, o Signore, alla luce del tuo volto (Sal 89,16). Il Signore è la sorgente della nostra vita. Convertirci, restare uniti a lui, aderire a lui è una questione di vita o di morte perchè allontanandoci da lui ci separiamo da colui che dà a tutti la vita e il respiro. ... In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo (At 17,25-28).

Convertiamoci dunque, aderiamo al Signore, dimoriamo all’ombra delle sue ali per trovare in lui luce e vita: Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali, si saziano dell’abbondanza della tua casa e li disseti al torrente delle tue delizie. È in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce. (Sal 36,8-10).

Postato il Saturday, 07 March @ W. Europe Standard Time di Abbas
 
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