UN IMPEGNO PER L'UOMO
«Niente di decisivo si potrà ottenere se non si affrontano i problemi alla radice. Ciò che serve oggi é promuovere un rinnovato modo di essere e di pensare. Bisogna dar vita a una nuova etica, capace di sconvolgere il cuore delle cose e degli eventi. Questa nuova etica nasce da un nuovo modo di vedere l'uomo inserito nella sua cultura, nel suo ambiente, nei suoi rapporti con chi lo circonda...».
Era il marzo 1990, in Benin finiva un lungo periodo di dittatura postcoloniale, a Porto Novo, sede della «Conferenza delle forze vive del paese», veniva stesa la »Déclaration pour un contrat de solidarieté» da cui è tratto questo brano. Sull'aereo che ci riportava in Europa pensavamo agli eventi dei giorni precedenti che, tra entusiasmi e paure, stavano portando il Benin sulla difficile strada della democrazia. Il nostro impegno di giovani medici non poteva esaurirsi con i brevi periodi di lavoro per dare una mano ai Fatebenefratelli nell'Hopital St. Jean de Dieu di Tanguietà; bisognava coinvolgere tanta gente in un lavoro di crescita culturale e di solidarietà concreta. Nasce cosi il Gruppo Solidarietà Africa che trova nella Comunità dei Monaci Benedettini Olivetani di Seregno il primo e più naturale terreno di crescita. Il Gruppo ha sede presso l'Abbazia, collabora con i Fatebenefratelli della Provincia Africana ed è in collegamento con altre Associazioni di volontariato nei Paesi in via di sviluppo (Mani Tese, Cooperazione Internazionale, Amici di Tanguietà), con le quali organizza interventi sanitari in Paesi africani e attività di promozione culturale attraverso mostre e conferenze.
Tanguietà, un agglomerato di capanne e casupole simile ad altre centinaia di insediamenti centro-africani, è diventato, dall'inizio degli anni '70, un punto di riferimento per migliaia di persone che hanno avuto la «sfortuna» di nascere qualche migliaio di chilometri più a sud della cosiddetta civiltà del benessere. In questo piccolo paese, posto all'estremo Nord del Benin (Africa Occidentale), nel 1970 prende il via un piano di sviluppo sanitario che vede nell'ospedale, voluto e gestito dai Frati di San Giovanni di Dio (Fatebenefratelli), il fulcro di una attività che si propone di promuovere in tutti i suoi aspetti il miglioramento delle condizioni di vita di uomini che portano nella loro storia i segni di vaste ferite, ma anche valori esistenziali di vera umanità.
Con estrema rapidità l'esistenza di un sicuro punto di riferimento sanitario è conosciuto in tutto il Nord del Benin, nel Togo e nel confinante Burkina Faso cosi come nel Niger e nella Nigeria. Appena la fine della stagione delle piogge segna la conclusione dei lavori nei campi, le carovane si muovono da centinaia di chilometri di distanza per portare all'Ospedale uomini ormai distrutti dalla tubercolosi, bambini ridotti in fin di vita dal kwashiorkor; donne precocemente invecchiate dal lavoro e da gravidanze condotte a termine in condizioni inimmaginabili.Le periodiche epidemie di morbillo e meningite, di tifo e febbre gialla convogliano verso l'ospedale fiumane di persone alla ricerca di una speranza.
A Tanguietà non si riesce quasi mai a lavorare «in routine», l'urgenza incalza; ciò rende difficile la realizzazione dei piani di sviluppo sanitario e sociale che sono la reale motivazione di un così vasto impegno. L'epidemia di morbillo del 1980, che provoca la morte di oltre 5000 bambini nell'area che gravita sull'Ospedale, pone drammaticamente il problema della costruzione di un reparto di Pediatria: la sottoscrizione, partita da un gruppo di amici di Meda (Milano), coinvolgerà migliaia di persone e resterà storica per la passione e l'impegno profuso da tutti.
Nel frattempo Cooperazione Internazionale (ONG di Milano) decide di potenziare il suo impegno sul territorio.Prendono così forma i mai dimenticati sogni di prevenzione che, dopo accurati studi di pianificazione, muovono i primi passi in un territorio che comprende villaggi sperduti nella savana. Giungono intanto a Tanguietà i primi medici beninesi che l'Amministrazione statale affida all'ospedale per il completamento della formazione e l'inizio dell'attività professionale:è un nuovo gravoso impegno per l'ospedale ma è il segno che ci si sta muovendo nella giusta direzione dell'educazione di personale locale. Quasi contemporaneamente cominciano i corsi di formazione per gli infermieri dell'Ospedale e del territorio e vengono potenziati i dispensari in savana, indispensabili per una vera campagna di educazione, per la medicina preventiva e per l'urgenza.
È un programma massacrante ma Fra Fiorenzo e i suoi collaboratori non hanno esitazioni; le richieste di attrezzature, materiale didattico, sovvenzioni per borse di studio, si fanno pressanti e dall'Italia la solidarietà non manca. Intanto sulle piste che risalgono, piene di buche, le montagne dell'Atakorà, si muovono, con l'aiuto di attrezzature fuoristrada, medici europei e beninesi che insieme attuano la campagna di vaccinazione antipolio, preludio ad interventi più articolati. Esperti di nutrizione ed infermieri locali insegnano alle donne le norme alimentari di base che, sfruttano le non eccessive risorse locali, possono permettere un più razionale apporto calorico.
Nel frattempo continuano a giungere in Ospedale ragazzi di tutte le età con impressionanti deformazioni, esiti di poliomelite, e al piccolo reparto di Ortopedia si sente la necessità di affiancare una palestra di riabilitazione e un laboratorio per la costruzione di protesi per gli arti.
Il reparto di Maternità ha degnamente completato un'opera che attualmente dispone di duecentotrenta posti letto affidati a sei medici beninesi: due chirurghi, un ginecologo, un internista e due pediatri. Fra Fiorenzo da alcuni anni ha lasciato Tanguietà per dirigere l'Ospedale di Afagnan in Togo, ma... una volta al mese risale i 700 chilometri che lo riportano a Tanguietà dove ha lasciato il cuore e i suoi allievi. Una festosa cena assieme, poi tutti in reparto a vedere i casi più gravi e a decidere l'importante seduta operatoria del giorno dopo per la quale sono riservati i casi più gravi. La diffusione sempre crescente dell'AIDS sta creando enormi problemi: le terapie sono inaccessibili alla totalità della popolazione, le possibilità di prevenzione sono ridottissime. Sulla scia dell'AIDS ha ripreso a dilagare la tubercolosi facendo riprecipitare la situazione sanitaria a livelli che si ritenevano ormai superati.
Molti sono i medici e gli infermieri che a Tanguietà hanno trascorso periodi più o meno lunghi della loro esperienza professionale e di vita; molti ritornano per dare una mano. ma soprattutto per tenere corsi di aggiornamento, per impostare nuovi piani di lavoro, per coordinare al meglio le collaborazioni in corso. I giovani medici beninesi sono in grado di gestire al meglio l'Ospedale, ma non possono fare a meno della nostra solidarietà concreta e, soprattutto, della nostra amicizia.
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