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UntitledIL CENTRO CULTURALE “S. BENEDETTO” DELL’ABBAZIA DI SEREGNO
Un monastero non nasce mai come “centro culturale”, nasce per un’esigenza profonda di ricerca di Dio. Ma, come scriveva il celebre monaco benedettino dom Jean Leclercq, “non c’è vita monastica senza letteratura” o, se vogliamo risalire al medioevo, rimane celebre il detto “monasterium sine armario est tamquam castrum sine armamentario”, “un monastero senza biblioteca è come un accampamento militare senza armi”.
Un centro culturale monastico si pone, dunque, come strumento fondamentale proprio per la ricerca di Dio. Cultura e ricerca di Dio che il monaco condivide con i propri fratelli laici. Il monaco, infatti, è un cercatore di Dio come ogni uomo pensante deve essere almeno cercatore di senso. E in questa ricerca – paradossalmente – condivide le esperienze di ogni uomo e si sente a lui legato in maniera profonda. In questo senso si fa voce di tutto il creato e di ogni uomo nella sua preghiera.
Il Centro culturale S. Benedetto vuole essere pertanto una testimonianza della sopradetta condivisione, offrendo ad ogni uomo strumenti per la ricerca di tutto ciò che è vero, buono e bello: l’immagine di Dio di cui ogni uomo è, o dovrebbe essere, riflesso. Nello specifico, da una diecina d’anni a questa parte, si tengono in abbazia S. Benedetto corsi biblici annuali a diversi livelli (base, approfondimento, esegesi, teologia biblica, oltre alle lingue bibliche come ebraico e greco).
L’approccio è prevalentemente culturale pur potendo sfociare, per chi ne sente il bisogno, in una dimensione di fede. Su questa iniziativa vorrei citare una recente lettera inviatami dal cardinale Carlo Maria Martini:
È pure attivo da anni un centro di ecumenismo e dialogo interreligioso, dove sono invitati relatori di prestigio anche di altre confessioni cristiane e di altre religioni. Si tengono corsi annuali di lingua ebraica, greca, latina e araba.
Non mancano corsi triennali sulla storia e spiritualità del monachesimo benedettino finalizzati anche, come del resto la stessa Bibbia, alla presa di coscienza delle nostre radici europee richiamate più sopra dal cardinale Martini: l’intera Europa, infatti, è tutta trapuntata di monasteri sull’arco di più di quindici secoli.
Corsi di cetra, di canto gregoriano con relativi concerti sono pure offerti agli appassionati, mentre con ottobre 2005 sarà attivato un corso di iconografia, mentre per un laboratorio di restauro del libro antico stiamo ancora lavorando.
Ogni anno vengono pure realizzati viaggi in Italia e all’estero finalizzati alla conoscenza diretta dei luoghi biblici e di quelli monastici oggetto dei corsi.
Il nuovo arcivescovo Dionigi Tettamanzi ha rinnovato più volte il suo vivo apprezzamento per le attività del centro:
+ Valerio M. Cattana osb abate |
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