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AbbaziaI monaci benedettini di Monte Oliveto
Un po' di storia
La Congregazione di Monte Oliveto Maggiore affonda la sua origine nella vocazione inizialmente eremitica e poi cenobitica, di alcuni nobili senesi: Bernardo Tolomei (1272-1348), Patrizio Patrizi ed Ambrogio Piccolomini , i quali nel 1313 si ritirarono in un luogo solitario, detto Accona, poi Monte Oliveto, a circa trenta chilometri da Siena, desiderosi di istituire "una scuola del servizio divino" (Regola benedettina).La "charta fundationis" del monastero Sancta Mariae de Oliveto in Acona porta la data del 6 marzo 1319; tre giorni dopo, i fondatori ricevettero l'abito monastico bianco dal vicario del vescovo di Arezzo, professando la Regola di San Benedetto.Il Beato Bernardo Tolomei, dopo aver dato prova di santità eroica nel luogo di Accona, coronò la sua vita con un atto di eroismo caritativo, che ancor oggi commuove, morendo con ottanta altri suoi monaci nell'assistere gli appestati in Siena durante la peste del 1348.In breve tempo, nella nostra penisola, nacquero monasteri della Congregazione di Monte Oliveto.La santità fu vissuta nei monasteri: oltre il Fondatore, molti monaci raggiunsero la perfezione evangelica e furono maestri ad altri. A questi si deve riallacciare la figura di Santa Francesca Romana (1384-1440), che fu figlia devotissima della Congregazione.Nel quattrocento, secolo d'oro per gli Olivetani, i figli del Beato Bernardo erano oltre 900 con 53 monasteri, nel cinquecento, continuando l'espansione in tutta Italia, costruirono altri 30 monasteri, nel seicento altri 10.Nei secoli XVIII e XIX, dopo un lungo periodo di grande splendore per santità e opere meravigliose di significato culturale e artistico, anche la nostra Congregazione fu vittima di persecuzioni da parte di diversi governi. Ma non si estinse: riprese vita verso la fine del secolo scorso in un piccolo monastero a Settignano, vicino a Firenze (1875).Riprese sì l'osservanza regolare, ma le condizioni del momento storico non erano più favorevoli.Così i monaci si adattarono - anche per poter vivere - ad assumere attività non tipiche dell'ideale monastico. Oggi, dopo il Concilio Vaticano Il, che ha invitato tutti gli Ordini a riscoprire il proprio carisma e a viverlo secondo le più autentiche tradizioni, le comunità olivetane si sforzano di darsi una fisionomia più specificatamente monastica.
I monaci di Monte Oliveto La vocazione monastica non comporta necessariamente il sacerdozio, a cui, comunque, si può accedere se l'Abate lo ritenga utile e necessario, e i candidati possiedano una preparazione adeguata.Vivono la spiritualità monastica della nostra congregazione anche gli Oblati.Sono persone che, pur non emettendo voti, vivono in comunità, partecipando pienamente alla vita dei monaci, e danno il loro prezioso contributo, ciascuno secondo le proprie capacità. Per questo si impegnano con la comunità o con la Congregazione con un atto che si chiama oblazione cioè offerta.Nelle nostre comunità tutti hanno gli stessi doveri e gli stessi diritti, per essere così una vera comunità di fratelli.L'Abate (o il Priore) è il vero Padre del Monastero e, secondo la Regola di San Benedetto, fa le veci di Cristo. Essere MONACO BENEDETTINO oggi, essere COMUNITÀ secondo la REGOLA di S. BENEDETTO e la TRADIZIONE di MONTE OLIVETO significa avvicinarsi sempre più alla vocazione monastica cenobitica, con una vita di fraternità vissuta nella preghiera, nella lettura e nell'ascolto della Parola di Dio (Lectio Divina), nel lavoro, nello studio, fedeli alla Congregazione e al monastero col voto di stabilità, imitando Cristo povero, obbediente e casto, nello sforzo continuo verso la perfezione della carità.Nel monastero sono ben viste tutte le attività che non intralciano la vita monastica e non impediscono al monaco di perseguire il suo ideale; eccelle fra tutte l'ospitalità che per San Benedetto é scontata: Gli ospiti in monastero non mancano mai (Regola di San Benedetto). Agli ospiti, ricevuti come il Cristo (Regola di San Benedetto), é facilitata la partecipazione alla vita comunitaria, soprattutto alla preghiera liturgica. I monaci, agganciati al passato, vogliono però essere vivi nel cuore di questo secolo.La vita cenobitica é per sua natura comunitaria, ha il suo modello nella primitiva comunità cristiana, che tutti i monaci della Congregazione devono imitare, per formare un cuor solo e un'anima sola, "assidui e concordi nella preghiera con Maria la Madre di Gesù" (At. 2,14) per la salvezza dell'umanità, partecipi delle sue gioie e delle sue sofferenze.
In Italia, oltre alla Abbazia Madre di MONTE OLIVETO MAGGIORE (Siena), sede dell'Abate Generale e del suo Definitorio, i BENEDETTINI OLIVETANI hanno le Abbazie di:ABBAZIA S. MINIATO - 50125 Firenze - tel. (055) 234.27.31 ABBAZIA S. MARIA DEL PILASTRELLO - 45026 Lendinara (RO) - tel. (0425) 61.023 ABBAZIA S. BENEDETTO - 20038 Seregno (MI) - tel. (0362) 26.89.11 ed i Priorati Conventuali di:MONASTERO DI S. NICOLA - 25050 Rodengo (BS) - tel. (030) 61.01.82 MONASTERO S. MARIA NOVA - Piazza S. Francesca Romana - Roma - tel. (06) 679.55.28 MONASTERO S. STEFANO e S. MICHELE - Via S. Stefano, 24 - Bologna - tel. (051)26.29.95/58.21.78 MONASTERO S. PROSPERO - 16032 Camogli (GE) - tel. (0185) 77.01.31 MONASTERO S. MARIA DI PICCIANO - 75020 La Mantella (MT) tel. (0835) 27.10.23/27.12.79 e altri piccoli Monasteri: SS. Giuseppe e Benedetto a Settignano (FI) B. Bernardo Tolomei a Siena |
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