Corsi BibliciIl monaco e la Bibbia: il senso di questo piccolo progetto
La scelta della Bibbia da parte dì un monastero benedettino deriva, oltre che dalla richiesta della gente e dalle esigenze della Chiesa contemporanea, dal fatto che il Libro Sacro è sempre stato al centro della vita del monaco tanto da divenire, nella Regola di San Benedetto, il libro per antonomasia. Un Libro letto, pregato, cantato!
Tutti conoscono il motto dei monaci benedettini: "Ora et labora", "Prega e lavora". In realtà, però, questa formulazione e un pò restrittiva e dovrebbe invece suonare: "Ora, lege et labora", "Prega, leggi e lavora", dove quel leggi va inteso nel senso di lectio divina, oggi molto diffusa, ma che è nata ed è stata tramandata per secoli nei monasteri.
Potrebbe essere, anche questo, un modo di aprirci alla Chiesa locale, ai nostri fratelli che vivono in Seregno e Brianza, senza venir meno al compito precipuo del monaco che è quello di cercare Dio nella preghiera, nel silenzio e nella contemplazione: un "filo rosso" che ci lega a Dio e ai nostri fratelli.
Il nostro punto di partenza: la parola-manifesto dell'Arcivescovo
Negli anni scorsi ci siamo lasciati continuamente ispirare, partendo dalla seconda Lettera pastorale (del 1981) dalla forte affermazione del Concilio Vaticano II: "L'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo. I fedeli devono accostarsi volentieri al sacro testo, sia per mezzo della sacra Liturgia ricca di parole divine, sia mediante la pia lettura, ricordandosi pero' che la lettura della Sacra Scrittura deve essere accompagnata dalla preghiera, affinché possa svolgersi il colloquio tra Dio e l'uomo, poiché quando preghiamo parliamo con lui, lo ascoltiamo quando leggiamo gli oracoli divini" (Dei Verbum, n. 25). Sono sempre più persuaso che un'educazione all'ascolto del Maestro interiore passa per l'esercizio della lectio divina, della meditazione orante sulla parola di Dio, e non mi stancherò di ripetere che essa è uno degli strumenti principali con cui Dio vuole salvare il nostro mondo occidentale dalla rovina morale che incombe su di esso a causa dell'indifferenza e della paura a credere. La lectio divina è l'antidoto che Dio propone ai nostri tempi per farci superare il consumismo e il secolarismo, favorendo la crescita di quella interiorità senza la quale il cristianesimo non supererà la sfida del terzo millennio.
Penso che nessun cristiano, con un minimo di cultura e voglioso di compiere un serio cammino interiore, giunga a dire di non avere tempo per leggere la Scrittura. Non lo avrà per leggere il giornale, per vedere la televisione, per sorseggiare un aperitivo, per seguire le competizioni sportive; tuttavia dovrà trovare il tempo per dedicare alcuni minuti (inizialmente ne bastano dieci) alla lectio divina, la sera prima di addormentarsi, la mattina prima di iniziare il lavoro, durante una breve pausa a metà giornata. Assicurando questi tre momenti e collegandoli l'uno all'altro con il filo rosso della memoria orante del Vangelo del giorno o della domenica successiva, scopriremo quanto sono importanti per nutrire lo spirito... Imparare a vivere della Parola, a stare nella Parola, significa imparare a vivere con gioia, con gusto, con sorpresa l'incontro con la parola di Dio scritta.
(Carlo M. Martini, Sto alla porta, p. 69)
I relatori
L'iniziativa, avviata nel 1993, si è via via arricchita, sino a raggiungere l'attuale articolazione in quattro corsi. Gli incontri sono condotti da noti biblisti. Ci onorano della loro presenza:
Prof. don SILVIO BARBAGLIAProf. ENZO BIANCHIProf. don GIANANTONIO BORGONOVOProf. don MARCO CAIROLIProf. don ROMEO CAVEDOProf. AZZOLINO CHIAPPINIProf. don MATTEO CRIMELLAProf. padre GIUSEPPE DELL'ORTOMons. CARLO GHIDELLIMons. BRUNO MAGGIONIProf. LUCIANO MANICARDIProf. don FRANCO MANZIProf.ssa CATERINA OSTINELLIProf. RITA PELLEGRINIProf.ssa LAURA PELLICIOLIProf.ssa MARINELLA PERRONIProf. don PASQUALE PEZZOLIMons. GIANFRANCO RAVASIProf. FRANCO RIVAProf. don PATRIZIO ROTA SCALABRINIProf. don PIERANTONIO TREMOLADAProf. don ROBERTO VIGNOLO | |
Brochure corsi (in formato PDF)
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